Governo, Pirani: nazionalizzare è un balzo all’indietro

28 agosto 2018
"Rischia di impantanare Paese, puntare su politiche industriali"
Rivedere il sistema delle concessioni statali, ipotizzato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova, è “un balzo all’indietro”. Non è la soluzione per l’Italia perchè “rischierebbe di impantanare ulteriormente l’economia e il Paese”. Ne è convinto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, la categoria dei lavoratori tessili, della chimica e dell’energia della Uil.

“Quando si sviluppò il sistema delle partecipazioni statali – ha detto in un’intervista video ad Askanews – fu una grande occasione di crescita”. Autostrade e le società di telecomunicazioni ed energia elettrica furono “le grandi dorsali su cui si sviluppò il boom economico e la crescita occupazionale”, consentendo all’Italia di diventare un grande Paese industriale. “Qui si parla di nazionalizzazioni troppo spesso a sproposito – ha affermato – come scelta difensiva rispetto ai fallimenti della nostra politica industriale”. La nazionalizzazione “non è la strada che serve – ha aggiunto Pirani – è un dibattito senza sbocchi. Bisogna invece puntare a politiche industriali e a un ruolo dello Stato come regolatore di queste scelte. Penso alla transizione energetica, punto nodale dello sviluppo su cui non c’è un vero piano, non c’è un indirizzo. Così come per la banda larga”. Sull’ipotesi di affidare la ricostruzione del ponte crollato a Fincantieri, con l’aiuto della Cassa depositi e prestiti, e non ad Autostrade, il sindacalista della Uil ha dichiarato che “in Italia ci sono grandi eccellenze”, ma bisogna evitare di “impantanarsi in un contenzioso” con Autostrade. Pirani ha affrontato anche il tema della prossima legge di bilancio: “Ci accingiamo ad affrontare un autunno difficile. Il rallentamento dell’economia renderà più stretto il cammino della Finanziaria. Serviranno scelte difficili e non so come il Governo si orienterà. Bisogna puntare sulla crescita della produzione di ricchezza, sul sostegno della domanda, sul miglioramento di salari e pensioni. E passare dall’austerity alla crescita”.

Guarda il video dell'intervista su askanews

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