Oggi su "Il Giornale" a pagina 2 l'Intervista rilasciata da Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec

5 agosto 2018
Zero politiche industriali, così non riparte la manifattura

Paolo Pirani il governo non sembra avere buoni rapporti con i sindacati. Cosa non le piace dell’esecutivo giallo verde?
«L’assenza di politiche industriali e i toni propagandistici. La poca attenzione alle cose concrete che il nostro paese deve affrontare. Le vicende politiche rischiano di distrarci dai problemi veri. Siamo usciti dalla crisi con un paese cambiato, ma senza avere risolto problemi di fondo”

Quali sono?
“Siamo stati poco capaci di valorizzare le attività manifatturiere che sono la ricchezza del Paese. Dove è stata fatta innovazione siamo riusciti a restare competitivi sui mercati internazionali, ad esempio sulla farmaceutica settore dove siamo ormai primi in Europa, più avanti della Germania. Uno dei motori di questa innovazione sono state le buone relazioni sindacali. Abbiamo da poco siglato il contratto della chimica farmaceutica che contiene forti elementi di novità, come la staffetta generazionale”. 

In cosa consiste?
“Mandiamo prima volontariamente i senior in pensione affiancandoli prima con giovani. Il tutto finanziato da un fondo e reso possibile da accordi aziendali che permettono di ridurre l'orario di lavoro. Mentre la politica discute di quota cento e di superamento della riforma Fornero senza portare a casa risultati, le parti sociali hanno mostrato capacità di innovare e di trovare soluzioni che accontentano tutti”.

Un modello esportabile?
“Sì bisognerebbe dare la possibilità alle imprese e ai lavoratori di rappresentare un punto di riferimento per la crescita. Vedo grande confusione, ad esempio con il decreto dignità che registra dissensi sia da parte delle imprese sia dei sindacati. Le decisioni vanno prese, ma con il consenso delle Parti, non inventando un Paese che non esiste”.

Il governo non riesce a dare un segnale?
“Ci sono grandi incertezze in settori strategici. Ad esempio il tira e molla sull'Ilva. Poi sulle telecomunicazioni, non abbiamo ancora deciso chi dovrà avviare la banda ultraveloce. Emergono contraddizioni anche nel settore energia. Abbiamo bisogno di rilanciare le attivitá produttiva, Certo in modo in modo equo e sostenibile, ma bisogna tenere conto degli interessi del lavoro e della produzione”. 

Il governo intende favorire la mobilità alternativa alle auto. 
“Vogliamo passare dalle fonti fossili alla produzione di macchine elettriche di tipo nuovo? Benissimo, ma sono processi epocali che richiedono un impegno diretto da parte dello Stato”.

Il governo ha rivolto al sindacato critiche aspre... 
“La caratteristica del sindacato in Italia è essere sociale e non politico. Siamo tra le pochissime organizzazioni che parlano direttamente alle persone. Alle nostre assemblee sul contratto dei farmaceutici hanno partecipato migliaia di persone. Mi chiedo quanti altri facciano lo stesso oggi. Non è certo con una consultazione telematica con poche centinaia di persone che si sostituisce la complessità del processo democratico”.

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