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Contratti; Pirani (Uiltec): “Vogliamo rinnovare il Ccnl del tessile ed abbigliamento, ma Sistema Moda Italia guardi a relazioni partecipative”

5 febbraio 2021
Il segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, è intervenuto questa mattina nel corso dei lavori sindacali della delegazione trattante unitaria impegnata nel negoziato per il rinnovo del Ccnl della moda

“E’ bene che la controparte datoriale si convinca di privilegiare relazioni partecipative, anziché che altre che risentono di influssi ottocenteschi”. Così Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, ha commentato lo stato del negoziato tra sindacati e Sistema Moda Italia caratterizzato dalla trattativa, aperta lo scorso primo dicembre, per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro del settore tessile e dell’abbigliamento. I sindacati di settore questa mattina, in videocollegamento tra loro, hanno fatto il punto sul Ccnl in questione, scaduto il 31 marzo 2020, che riguarda circa 45mila aziende di tutto il Paese, con quasi 400mila addetti. Il prossimo appuntamento negoziale tra le parti è fissato per il 16 febbraio.  “Sistema Moda Italia ha espresso finora una posizione arretrata – ha ribadito il leader della Uiltec nel corso della riunione della delegazione trattante unitaria dei sindacati di settore- che ha trascurato il sistema partecipativo, privilegiandone uno di vero e proprio comando imprenditoriale. Tutto ciò è evidente nella diffusione delle proposte avanzate dagli industriali del settore rispetto alle prospettive di ristrutturazioni aziendali. Il sindacato ha chiesto al governo uscente e ribadirà a quello entrante la necessità di predisporre la proroga degli ammortizzatori sociali ed il blocco dei licenziamenti per tutto il 2021. Si potrebbero, per esempio, percorrere strade innovative. Si tratta di opportunità importanti come quelle derivanti dal contratto di espansione che prevede di accompagnare all’età pensionabile generazioni di lavoratori coi giusti requisiti e di assumere altre di giovani addetti. Insomma un ‘turn-over’ virtuoso su cui si dovrebbe discutere. Come occorrerebbe farlo rispetto alle tutele del ‘Fondo competenze” che prevedono riduzione degli orari di lavoro in virtù di formazione professionale da realizzare. Questo patrimonio di possibilità va esplorato e non escluso. La transizione post pandemica non potrà essere basarsi su un’ecatombe sociale, ma dovrà poggiarsi su scelte comuni e condivise. Bisogna fare passi in avanti, soprattutto quando si discute di un rinnovo contrattuale così importante come quello del settore tessile, della moda e dell’abbigliamento”
Ufficio Stampa Uiltec

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